lunedì 8 maggio 2023

L'Enigma di Canneto di Caronia - Parte 3





Torno, a distanza di tempo, a discutere del caso di Canneto di Caronia, con questa terza e ultima parte, nella quale prenderò in esame quanto emerso da alcuni reportage giornalistici pubblicati sulla stampa italiana tra il 2007 e il 2009 ed esporrò il mio punto di vista sulla vicenda.


E.T. parla siciliano


La prima inchiesta, pubblicata sul settimanale "L'Espresso" nell'Ottobre del 2007, porta il titolo, invero alquanto sarcastico, di "E.T. parla siciliano". Il pezzo è scritto da Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina. I due autori hanno evidentemente avuto accesso a una parte del dossier consegnato dal Gruppo Interistituzionale al Governo, dal momento che ne vengono riportati alcuni stralci, nonché altri elementi di indubbio interesse.


Scorrendo le pagine del documento, sembra quasi di leggere la trama di un episodio inedito della serie di 'X Files'. La missione, questa volta, si svolge nel basso Tirreno. Il contenuto del dossier è estremamente serio: è localizzata qui, probabilmente attorno alle isole Eolie, la misteriosa "emissione elettromagnetica focalizzata e concentrata", della durata di pochi nanosecondi che ha generato i fuochi di Caronia.

Un fascicolo riservato, consegnato a Palazzo Chigi al vertice della Protezione civile: la causa sono "test militari segreti o esperimenti alieni".
Le formule utilizzate sono quelle di un testo da guerra dei mondi: "Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato".

Dunque, se le emissioni elettromagnetiche registrate risultano focalizzate e concentrate, quindi temporanee e mirate verso un determinato obiettivo, provenienti da una fonte non individuabile, per quanto l'idea possa apparire fantasiosa o sconcertante, mi pare difficile pervenire a conclusioni diverse rispetto a quelle formulate dagli studiosi.
Qualcuno, o qualcosa, deve creare, consapevolmente, volontariamente, quegli impulsi. Dal momento che non esiste una tecnologia nota capace di operare come sopra descritto, non restano che due alternative: esperimenti militari segreti per testare armi non convenzionali oppure tecnologia non umana.
Proseguendo nella lettura del reportage, si ottengono ulteriori informazioni degne di nota sul fenomeno:

Secondo gli esperti coordinati da Francesco Mantegna Venerando, il coordinatore regionale del comitato della Protezione civile siciliana, Canneto di Caronia è stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. 
Fasci di microonde a 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia una macchina dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt.
Dov'è posizionata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, da due anni, dà la caccia all'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura lo spazio di qualche nanosecondo. 

Lo studio del gruppo di ricercatori descrive alcune caratteristiche ben precise di queste microonde, in merito alla frequenza e alla durata di emissione. In che modo si sia giunti a questo tipo di misurazione non è dato sapere, probabilmente nemmeno gli autori dell'inchiesta hanno potuto avere accesso ai dati tecnici e, in ogni caso, non so fino a che punto un settimanale che si occupa di politica e attualità possa entrare nei dettagli. Ma uno degli articoli che analizzerò nelle righe successive aggiungerà qualche ulteriore elemento utile.


X-Files in Sicilia



Un secondo reportage bene informato risale al Settembre del 2008, pubblicato su "Il Corriere della Sera Magazine" a firma di Felice Cavallaro e ancora consultabile sul sito del quotidiano milanese.
Il titolo, emblematico, è "X-Files in Sicilia". L'articolo risulta di estremo interesse in quanto, oltre a ulteriori dettagli sul dossier del Gruppo Interistituzionale, include anche foto estrapolate dai fascicoli riservati.
Scrive Cavallaro: 

Non chiamateli dischi volanti perché ingegneri, ammiragli e generali, architetti, geologi e fisici da quattro anni a caccia del mistero dell’acqua e del fuoco potrebbero decidere di continuare a tacere. E lasciare il top secret su una blindatissima banca dati con 350 eventi fra avvistamenti, rilievi di campi magnetici, bolle marine dal diametro di un chilometro, distese di melanzane colore arcobaleno e così via, fino ad alcune inedite, ancora inspiegabili, foto mozzafiato con oggetti circolari sospesi sull’isola di Vulcano.
Tutti strani fenomeni concentrati fra le Eolie e la costa di Caronia, quella segnata dall’angoscia di una piccola comunità di abitanti a partire dal 2004 strabiliati e allarmati davanti a incendi improvvisi, a Tv ed elettrodomestici che si accendevano da soli o prendevano fuoco, come le lampade e i materassi, mentre i cellulari si ricaricavano senza essere collegati a niente e sui display apparivano strambi caratteri.

Non chiamateli dischi volanti nemmeno con i carabinieri che hanno dovuto verbalizzare un collega testimone di una accecante “luce” in cielo, o l’altro al quale prese fuoco una scarpa. Vietata la tipica terminologia da ufologi anche con protezione civile, esercito, aeronautica e marina, università e vulcanologi, tutti timorosi di passare per matti e dubbiosi su cause e ipotesi, ma convinti di un solo dato comune: la concentrazione di fenomeni elettromagnetici in un’area ristretta.
Appunto, quella di Canneto, un pugno di case sul mare, cinquanta residenti, una striscia stretta fra la costa e la linea ferroviaria Palermo-Messina, un rettangolo sottoposto ai raggi X di servizi segreti e sentinelle elettroniche. Tutti impegnati a scoprire perché, soprattutto nell’inverno e nella primavera 2004, proprio in questo buco nero, si smagnetizzavano le pen drive, impazzivano le bussole, si aprivano e chiudevano senza impulsi i cancelli automatici e gli allarmi delle automobili, con sensori e rivelatori di fumo attivati anche senza scosse e fiamme.
Non tutti comunque conoscono i contenuti di una banca dati con foto celate da vistosi “Riservato”. 
Come è accaduto per gran parte degli oltre 300 eventi. Tutti elencati su paginate elettroniche a colori.
Pagine in viola per malesseri e morie di animali, a decine. In azzurro, gli avvistamenti di “Ovni”, Oggetti Volanti Non Identificati, più di 100. In giallo, gli incendi, 40. In verde, fenomeni di origine elettronica e elettromagnetica, 100.



Dalla lettura di questi stralci dell'articolo, si ricava la conferma della certezza dei fenomeni elettromagnetici da parte degli scienziati e degli inquirenti che hanno svolto indagini sul campo, con l'accenno a vari esempi delle anomalie rilevate a Canneto di Caronia. Inoltre, vengono descritte
 ulteriori anomalie documentate dal dossier, alcune delle quali relative agli stessi carabinieri che hanno dovuto verbalizzare le testimonianze sconcertanti dei propri colleghi. Inoltre, l'autore evidenzia, en passant, come anche i servizi segreti si siano interessati al caso, senza venirne a capo. Infine, si riportano i dati relativi alla tipologia di eventi anomali registrati e al numero degli stessi per ciascuna delle categorie. Un quadro della situazione piuttosto indicativo.
L'articolo prosegue così:


Anomalie elettromagnetiche ufficialmente spazzate via da una archiviazione della magistratura, che nel 2007 ha impresso al caso il bollo di “un fenomeno di natura dolosa e umana”. Come dire che si sarebbe trattato di un piromane.
Spiegazione inaccettabile per le “vittime” di Canneto, con intere famiglie evacuate per mesi dalle loro case. Spiegazione insufficiente per gli abitanti, fra i quali Antonino Spinnato, un agricoltore con la passione delle foto, tanti scatti finiti alla banca dati, certo di aver visto fino a metà agosto strani oggetti volanti fotografati come gli è capitato di fare con quello che seguiva un elicottero della Protezione civile costretto a un atterraggio per avaria alle pale.






Il giornalista del Corriere tiene a sottolineare come la Magistratura non abbia tenuto in alcun conto le evidenze emerse nel corso delle indagini e degli studi scientifici, spazzando via tutti gli elementi inesplicabili documentati dal dossier, optando per una pista che si può percorrere solo ignorando i dati, ossia quella della mano umana. Del resto, addebitare questi fenomeni alla mano guantata di un cecchino di un ignoto gruppo militare che spara fasci di microonde dalle profondità degli abissi o, peggio ancora, alla mano tridattile di un essere proveniente da mondi o dimensioni altre, sarebbe in effetti stravagante per un magistrato. 

Eppure, tra i vari indizi utili a far luce sul caso, potrebbe esserci la foto del signor Spinnato, contenuta nel dossier, un'immagine che coglie proprio il momento nel quale l'elicottero della Protezione Civile è costretto a un atterraggio di fortuna e si ritrova con le pale danneggiate da cause ignote. Qualcuno, con un minimo di fantasia, potrebbe ipotizzare che la causa misteriosa di quell'incidente, di cui riferiva anche Francesco Mantegna Venerando, sia rappresentata dall'oggetto non identificato sospeso nel cielo a poche centinaia di metri dal velivolo. Soprattutto quando gli avvistamenti sono così numerosi, in alcuni casi corredati da evidenze fotografiche e provenienti da fonti credibili, come gli stessi membri delle forze dell'ordine. Ecco un'altra delle foto contenute nel dossier.





Caronia Experiment


Ultimo articolo che offre spunti degni di attenzione è un'inchiesta apparsa sul sito Wired Italia, in data 22 Ottobre 2009, a firma di Carlo Pizzati, intitolata "Caronia Experiment".
L'autore si è recato in loco per intervistare vari testimoni della comunità e, inoltre, ha rintracciato alcuni dei membri del Gruppo Interistituzionale. Tra questi, il nome a mio avviso più interessante è quello di Clarbruno Vedruccio, fisico della Galileo Avionica, capitano di fregata (tenente colonnello della Marina militare), esperto in campi elettromagnetici. Digitando il suo nome su un motore di ricerca, si evince che il dottor Vedruccio, laureato in fisica e in ingegneria elettronica a Los Angeles, è l'inventore del Bioscanner, un apparecchio che sembra capace di individuare i tumori in modo rapido e indolore grazie all'invio di onde elettromagnetiche che possono localizzare le cellule malate.

L'autore chiede all'esperto di spiegargli cosa è accaduto nella piccola località siciliana, ottenendo questa risposta:

«Canneto è stata colpita da un fascio elettromagnetico a impulsi con un alto potenziale che viaggiava sul mare per effetto condotto a un’altezza compresa tra la superficie e i dieci o dodici metri».

Pizzati chiede dunque in che modo si sia giunti a questa precisa conclusione e Vedruccio entra nei dettagli. Ne nasce questo dialogo, che merita di essere riportato nella sua interezza.

«Grazie ai rilievi sulle bruciature di cavi e suppellettili abbiamo tracciato con un geometra le linee di convergenza. Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta come la luce ed è quindi possibile fare una specie di perizia balistica».

Il rapporto del Gruppo interistituzionale parla infatti di un “punto di origine” dei fenomeni che dovrebbe trovarsi in una direttrice che da nord-nordovest va in direzione sud-sudest. Alle Eolie?

«Qui entriamo in discorsi molto riservati. Posso dire che si trattava di radiazioni ben focalizzate», spiega Vedruccio. «Noi sappiamo che genere di radiazioni erano e sappiamo che erano direzionate».

Cioè mirate?

«Sì, mirate. Ma non credo che chi operava questo sistema volesse fare del male alla gente. Piuttosto, le case sembrano essere state colpite in maniera selettiva, quando la gente era in altre stanze. L’indagine ha evidenziato che il punto di origine era in mare a qualche metro dalla superficie, ma quando siamo andati là, non c’era niente».

Un sommergibile?

«Ne dubito. Per irradiare quell’energia a quella distanza ci vorrebbero gigawatt di energia, non kilowatt».

Si possono fare altre ipotesi.

«Ma invece di fare ipotesi, perché non vi basate sui fatti? Le foto a quegli oggetti volanti sono i fatti. Fare altre congetture in base a fatti così può essere scomodo. Io non lo posso fare, ho famiglia... Le dico solo che nessuno stato autorizzerebbe esperimenti sui civili e fuori dai poligoni, perché farlo significherebbe rivelare che si è in possesso di una tecnologia più avanzata di qualche centinaio d’anni rispetto a oggi».

Si tratta allora di un messaggio?

«Era un messaggio sì, un mostrare i muscoli, forse, più che una cosa incidentale».

Ma un messaggio di chi?

«Allora le dico questo: se lei potesse sapere di che cosa si tratta, non sarebbe autorizzato a parlarne. Qualsiasi ipotesi lei faccia non potrà mai combaciare con la realtà. Chiaro?».

Non del tutto, ma comincio a capire che sarei tenuto, ufficialmente, a non capire, giusto?

«Ecco. Insomma, lei ha visto le immagini dei fenomeni di Canneto sui giornali e in televisione, no? Quell’elicottero della Protezione civile che ha avuto danni ai rotori, ricorda? In alcune foto appare un oggetto simile a un posacenere rovesciato che segue quell’elicottero. Non le so dire di che cosa si trattasse, di sicuro seguiva l’elicottero che poi ha avuto dei problemi. Secondo me, l’intento era puramente dimostrativo».

Non è collegabile al progetto Aurora di Haarp, capace di modificare il perimetro della ionosfera, come si dice, per creare un potente raggio laser di onde elettromagnetiche?

«Haarp non ha niente a che vedere con quello che abbiamo osservato. C’è un’abissale ignoranza in questo campo. È piuttosto diffuso un certo atteggiamento new age di complottisti che vedono di tutto, dagli gnomi agli omini verdi al diavolo».

Lei però mi parla di tecnologie avanti di centinaia di anni...

«Le dirò così, allora: se si trattasse di omini verdi lei crede che uno che è nelle istituzioni potrebbe confermarlo? Potrebbe solo riderci sopra, giusto?».

Giusto.

«Allora io ci rido sopra: ah ah ah. Magari è stata Campanellino. Abbia pazienza, la realtà è ciò che è stato visto e fotografato e anche altre foto e immagini e materiale che voi non vedrete mai. Molto è uscito perché le autorità hanno cercato di attenuare la paura che si trattasse di militari che facevano esperimenti sulle popolazioni. Quei fenomeni straordinari meritavano di insegnarci delle cose importanti. Invece abbiamo preso solo le briciole. Ci si sarebbe dovuti attivare seriamente e non in modo scientifico-universitario, ma scientifico, industriale e militare, chiaro?».

Insomma, potevamo ricevere un messaggio dagli alieni...

«Era una bella occasione per imparare molte cose sull’elettromagnetismo. Qualcosa abbiamo capito, qualcosa no. Peccato».  


E dunque, alla fine di questa storia, oltre a capire qualcosa sull'elettromagnetismo, abbiamo capito anche altro. Abbiamo compreso che a Canneto di Caronia deve essere accaduto qualcosa di realmente misterioso ma che, a un certo punto, è stato preferibile ignorare i dati, le evidenze, fischiettare e dare la caccia all'untore-piromane. 


Conclusioni


Anzitutto, trovo piuttosto audaci le dichiarazioni che il dott. Vedruccio ha rilasciato all'autore dell'inchiesta. Ma immagino che lui e i suoi colleghi non abbiano particolarmente apprezzato l'idea di essere dipinti come incompetenti, visionari, immaginifici fruitori di film e libri di fantascienza incapaci di distinguere un accadimento banale, come una serie di incendi dolosi, da una complessa e variegata fenomenologia che implica necessariamente spiegazioni non convenzionali. Motivo per cui ritengo possa avere colto l'occasione per esprimersi liberamente, alla luce del suo studio del fenomeno durato almeno un paio di anni. 
A tal proposito, giova sottolineare che essere derisi per le proprie esperienze, per le proprie conoscenze su determinati argomenti, non è particolarmente piacevole e, in diversi casi, il peso psicologico da affrontare è enorme, in quanto non solo si sono vissuti eventi tali da scuotere in profondità le fondamenta della propria percezione del reale, ma non se ne può nemmeno parlare con altri, aprirsi, sfogarsi, per evitare di essere guardati con sospetto o ilarità dai propri interlocutori, ivi inclusi amici o familiari. 
Gran brutta situazione, perché priva di sbocco. Anche se, per fortuna, lentamente, lo stigma inizia a diventare meno consistente.

Detto questo, personalmente condivido le conclusioni del dott. Vedruccio. L'ipotesi degli esperimenti militari segreti, che pure ha una sua ragion d'essere, lascia in parte perplessi perché, una volta testata l'efficacia delle armi nel corso di qualche giorni di tiro al bersaglio, per così dire, il gruppo invisibile avrebbe abbandonato la zona in breve tempo, onde evitare di essere scoperto. 
Ma a Canneto di Caronia i fenomeni sono proseguiti per diversi mesi nel 2004, presentandosi poi in modo sporadico anche negli anni successivi, evenienza che lascia intendere una certa stanzialità della fonte. Inoltre, secondo lo scienziato, armi simili sarebbero avanti di secoli rispetto a quelle oggi disponibili, considerata l'enorme potenza richiesta per generare fenomeni come quelli rilevati nella piccola località siciliana. 

Infine, al di là della cronologia e della tecnologia, gli avvistamenti di UAP nei pressi di Canneto e delle zone limitrofe sono stati decine e decine tra il 2004 e il 2005, anni in cui droni svolazzanti e satelliti visibili erano ben rari. Ma è proprio la logica che sta dietro questi eventi a risultare assai compatibile con il comportamento degli UAP e dei loro misteriosi operatori. La letteratura sul tema, che si ricava dai molteplici casi registrati non solo negli Usa ma in ogni continente riporta incidenti nel corso dei quali gli oggetti non identificati sembrano spesso divertirsi a giocare con gli esseri umani. 
Non si conta il numero di eventi in cui questi oggetti affiancano aerei, navi, talvolta auto, proiettando luci dirette verso i veicoli e i loro occupanti, spostandosi a destra e sinistra, eseguendo manovre sorprendenti e bizzarre, per poi accelerare a velocità ipersonica e svanire in un battito di ciglia, lasciando i testimoni confusi e smarriti, costretti a chiedere ai propri colleghi o compagni di viaggio: "Hai visto anche tu quello che ho visto io?".

Mostrano i muscoli, come dice Vedruccio, oppure si divertono a giocare con noi, con le loro luci intense e purissime, con le loro traiettorie impossibili, come se si sentissero chiamati a offrire uno spettacolo indimenticabile. 
Talora, come nel caso di Canneto di Caronia, la loro apparente goliardia assume connotazioni sinistre, ma l'impressione è che non ci sia l'intento diretto di danneggiare gli esseri umani in modo fisico, sebbene molti testimoni di incontri ravvicinati con gli UAP riportino talora sintomi come irritazione agli occhi, scottature e spossatezza, probabilmente per esposizione a qualche fenomeno radioattivo. 
Uno degli elementi al vaglio dei vari uffici che studiano il fenomeno UAP negli Usa riguarda proprio il tema degli effetti sulla salute derivanti dalla prossimità con questi oggetti. Ma, appunto, tali studi specificano che si tratta di effetti indiretti sulla salute più che intenzionali. 

Come nota finale, mi viene da pensare che, se negli Stati Uniti si riuscirà a costringere le autorità militari a fare un ulteriore passo avanti, obiettivo che il Congresso sta tenacemente provando a ottenere con una strategia complessa e tentacolare, portando il Pentagono a passare dalla posizione attuale, ossia "oggetti misteriosi di origine ignota non Made in Usa" a una posizione più coerente, ovvero "oggetti misteriosi di origine ignota non Human Made", non creati da esseri umani, ho ragione di credere che anche altri governi del pianeta potranno avere buon gioco nel seguire l'esempio e riconoscere, una volta per tutte, che il Fenomeno esiste, interagisce con noi da molto tempo e che, sebbene non sappiamo ancora bene di cosa si tratti, sussistono numerose concrete evidenze del fatto che siamo in presenza di una forma di intelligenza tecnologicamente avanzata di origine non umana.

Certo, mi rendo conto delle implicazioni di una tale ammissione, sebbene le rivelazioni d'oltreoceano degli ultimi 5 anni abbiano permesso a molti di iniziare a contemplare seriamente questa idea e abituarsi alla medesima, come avvenuto nel caso del sottoscritto, dopo una serie di approfonditi studi di documenti, dati e testimonianze.
Eppure, credo sia giunto il momento in cui la nostra specie è chiamata a diventare adulta sotto questo profilo, a prendere coscienza del fatto che esistono altre forme di vita e che dovremmo cercare, collettivamente, chiamando in causa le scienze, la filosofia, le religioni, di comprendere, per citare il noto motto di Fox Mulder, quale sia la verità che si cela là fuori. 
Impresa decisamente più complessa di quanto si possa credere.