E.T. parla siciliano
Le formule utilizzate sono quelle di un testo da guerra dei mondi: "Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato".
Qualcuno, o qualcosa, deve creare, consapevolmente, volontariamente, quegli impulsi. Dal momento che non esiste una tecnologia nota capace di operare come sopra descritto, non restano che due alternative: esperimenti militari segreti per testare armi non convenzionali oppure tecnologia non umana.
X-Files in Sicilia
Tutti strani fenomeni concentrati fra le Eolie e la costa di Caronia, quella segnata dall’angoscia di una piccola comunità di abitanti a partire dal 2004 strabiliati e allarmati davanti a incendi improvvisi, a Tv ed elettrodomestici che si accendevano da soli o prendevano fuoco, come le lampade e i materassi, mentre i cellulari si ricaricavano senza essere collegati a niente e sui display apparivano strambi caratteri.
Non chiamateli dischi volanti nemmeno con i carabinieri che hanno dovuto verbalizzare un collega testimone di una accecante “luce” in cielo, o l’altro al quale prese fuoco una scarpa. Vietata la tipica terminologia da ufologi anche con protezione civile, esercito, aeronautica e marina, università e vulcanologi, tutti timorosi di passare per matti e dubbiosi su cause e ipotesi, ma convinti di un solo dato comune: la concentrazione di fenomeni elettromagnetici in un’area ristretta.
Appunto, quella di Canneto, un pugno di case sul mare, cinquanta residenti, una striscia stretta fra la costa e la linea ferroviaria Palermo-Messina, un rettangolo sottoposto ai raggi X di servizi segreti e sentinelle elettroniche. Tutti impegnati a scoprire perché, soprattutto nell’inverno e nella primavera 2004, proprio in questo buco nero, si smagnetizzavano le pen drive, impazzivano le bussole, si aprivano e chiudevano senza impulsi i cancelli automatici e gli allarmi delle automobili, con sensori e rivelatori di fumo attivati anche senza scosse e fiamme.
Pagine in viola per malesseri e morie di animali, a decine. In azzurro, gli avvistamenti di “Ovni”, Oggetti Volanti Non Identificati, più di 100. In giallo, gli incendi, 40. In verde, fenomeni di origine elettronica e elettromagnetica, 100.
Dalla lettura di questi stralci dell'articolo, si ricava la conferma della certezza dei fenomeni elettromagnetici da parte degli scienziati e degli inquirenti che hanno svolto indagini sul campo, con l'accenno a vari esempi delle anomalie rilevate a Canneto di Caronia. Inoltre, vengono descritte ulteriori anomalie documentate dal dossier, alcune delle quali relative agli stessi carabinieri che hanno dovuto verbalizzare le testimonianze sconcertanti dei propri colleghi. Inoltre, l'autore evidenzia, en passant, come anche i servizi segreti si siano interessati al caso, senza venirne a capo. Infine, si riportano i dati relativi alla tipologia di eventi anomali registrati e al numero degli stessi per ciascuna delle categorie. Un quadro della situazione piuttosto indicativo.
Spiegazione inaccettabile per le “vittime” di Canneto, con intere famiglie evacuate per mesi dalle loro case. Spiegazione insufficiente per gli abitanti, fra i quali Antonino Spinnato, un agricoltore con la passione delle foto, tanti scatti finiti alla banca dati, certo di aver visto fino a metà agosto strani oggetti volanti fotografati come gli è capitato di fare con quello che seguiva un elicottero della Protezione civile costretto a un atterraggio per avaria alle pale.
Eppure, tra i vari indizi utili a far luce sul caso, potrebbe esserci la foto del signor Spinnato, contenuta nel dossier, un'immagine che coglie proprio il momento nel quale l'elicottero della Protezione Civile è costretto a un atterraggio di fortuna e si ritrova con le pale danneggiate da cause ignote. Qualcuno, con un minimo di fantasia, potrebbe ipotizzare che la causa misteriosa di quell'incidente, di cui riferiva anche Francesco Mantegna Venerando, sia rappresentata dall'oggetto non identificato sospeso nel cielo a poche centinaia di metri dal velivolo. Soprattutto quando gli avvistamenti sono così numerosi, in alcuni casi corredati da evidenze fotografiche e provenienti da fonti credibili, come gli stessi membri delle forze dell'ordine. Ecco un'altra delle foto contenute nel dossier.
Caronia Experiment
L'autore chiede all'esperto di spiegargli cosa è accaduto
nella piccola località siciliana, ottenendo questa risposta:
«Canneto è stata colpita da un fascio elettromagnetico a impulsi con un alto potenziale che viaggiava sul mare per effetto condotto a un’altezza compresa tra la superficie e i dieci o dodici metri».
Pizzati chiede dunque in che modo si sia giunti a questa precisa conclusione e Vedruccio entra nei dettagli. Ne nasce questo dialogo, che merita di essere riportato nella sua interezza.
«Grazie ai rilievi sulle bruciature di cavi e suppellettili abbiamo tracciato con un geometra le linee di convergenza. Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta come la luce ed è quindi possibile fare una specie di perizia balistica».
Il rapporto del Gruppo interistituzionale parla infatti di un “punto di origine” dei fenomeni che dovrebbe trovarsi in una direttrice che da nord-nordovest va in direzione sud-sudest. Alle Eolie?
«Qui entriamo in discorsi molto riservati. Posso dire che
si trattava di radiazioni ben focalizzate», spiega Vedruccio. «Noi sappiamo che
genere di radiazioni erano e sappiamo che erano direzionate».
Cioè mirate?
«Sì, mirate. Ma non credo che chi operava questo sistema
volesse fare del male alla gente. Piuttosto, le case sembrano essere state colpite
in maniera selettiva, quando la gente era in altre stanze. L’indagine ha
evidenziato che il punto di origine era in mare a qualche metro dalla
superficie, ma quando siamo andati là, non c’era niente».
Un sommergibile?
«Ne dubito. Per irradiare quell’energia a quella distanza
ci vorrebbero gigawatt di energia, non kilowatt».
Si possono fare altre ipotesi.
«Ma invece di fare ipotesi, perché non vi basate sui
fatti? Le foto a quegli oggetti volanti sono i fatti. Fare altre congetture in
base a fatti così può essere scomodo. Io non lo posso fare, ho famiglia... Le
dico solo che nessuno stato autorizzerebbe esperimenti sui civili e fuori dai
poligoni, perché farlo significherebbe rivelare che si è in possesso di una
tecnologia più avanzata di qualche centinaio d’anni rispetto a oggi».
Si tratta allora di un messaggio?
«Era un messaggio sì, un mostrare i muscoli, forse, più
che una cosa incidentale».
Ma un messaggio di chi?
«Allora le dico questo: se lei potesse sapere di che cosa
si tratta, non sarebbe autorizzato a parlarne. Qualsiasi ipotesi lei faccia non
potrà mai combaciare con la realtà. Chiaro?».
Non del tutto, ma comincio a capire che sarei tenuto,
ufficialmente, a non capire, giusto?
«Ecco. Insomma, lei ha visto le immagini dei fenomeni di
Canneto sui giornali e in televisione, no? Quell’elicottero della Protezione
civile che ha avuto danni ai rotori, ricorda? In alcune foto appare un oggetto
simile a un posacenere rovesciato che segue quell’elicottero. Non le so dire di
che cosa si trattasse, di sicuro seguiva l’elicottero che poi ha avuto dei
problemi. Secondo me, l’intento era puramente dimostrativo».
Non è collegabile al progetto Aurora di Haarp, capace di
modificare il perimetro della ionosfera, come si dice, per creare un potente
raggio laser di onde elettromagnetiche?
«Haarp non ha niente a che vedere con quello che abbiamo
osservato. C’è un’abissale ignoranza in questo campo. È piuttosto diffuso un
certo atteggiamento new age di complottisti che vedono di tutto, dagli gnomi
agli omini verdi al diavolo».
Lei però mi parla di tecnologie avanti di centinaia di
anni...
«Le dirò così, allora: se si trattasse di omini verdi lei
crede che uno che è nelle istituzioni potrebbe confermarlo? Potrebbe solo
riderci sopra, giusto?».
Giusto.
«Allora io ci rido sopra: ah ah ah. Magari è stata
Campanellino. Abbia pazienza, la realtà è ciò che è stato visto e fotografato e
anche altre foto e immagini e materiale che voi non vedrete mai. Molto è uscito
perché le autorità hanno cercato di attenuare la paura che si trattasse di
militari che facevano esperimenti sulle popolazioni. Quei fenomeni straordinari
meritavano di insegnarci delle cose importanti. Invece abbiamo preso solo le briciole.
Ci si sarebbe dovuti attivare seriamente e non in modo
scientifico-universitario, ma scientifico, industriale e militare, chiaro?».
Insomma, potevamo ricevere un messaggio dagli alieni...
Conclusioni
Gran brutta situazione, perché priva di sbocco. Anche se, per fortuna, lentamente, lo stigma inizia a diventare meno consistente.
Detto questo, personalmente condivido le conclusioni del dott. Vedruccio. L'ipotesi degli esperimenti militari segreti, che pure ha una sua ragion d'essere, lascia in parte perplessi perché, una volta testata l'efficacia delle armi nel corso di qualche giorni di tiro al bersaglio, per così dire, il gruppo invisibile avrebbe abbandonato la zona in breve tempo, onde evitare di essere scoperto.
Certo, mi rendo conto delle implicazioni di una tale ammissione, sebbene le rivelazioni d'oltreoceano degli ultimi 5 anni abbiano permesso a molti di iniziare a contemplare seriamente questa idea e abituarsi alla medesima, come avvenuto nel caso del sottoscritto, dopo una serie di approfonditi studi di documenti, dati e testimonianze.
Eppure, credo sia giunto il momento in cui la nostra specie è chiamata a diventare adulta sotto questo profilo, a prendere coscienza del fatto che esistono altre forme di vita e che dovremmo cercare, collettivamente, chiamando in causa le scienze, la filosofia, le religioni, di comprendere, per citare il noto motto di Fox Mulder, quale sia la verità che si cela là fuori.


