sabato 30 novembre 2019

In Bus senza la Bussola


Tu lo sai come funziona una bussola? Immagino che, come me, anche tu abbia un'idea vaga del funzionamento di questo strumento. Di certo, sai che l'ago della bussola indica sempre il Nord e che, di conseguenza, è possibile individuare anche gli altri punti cardinali, dunque orientare in modo preciso il proprio percorso. 
Ma, dovendo entrare nei dettagli, presumo che anche tu, come me, avresti bisogno dell'ausilio di una spiegazione più approfondita del meccanismo di funzionamento di questo strumento, determinante per le sorti evolutive della nostra specie.





Ebbene, lascio agli uomini di scienza il compito di entrare nei particolari, ché io non ne son capace:

La Terra, a causa dei materiali di cui è fatto il suo nucleo in movimento, ferro e nickel, si comporta come una grande calamita che genera un campo magnetico con un polo nord e un polo sud magnetico. Poiché, fra calamite, poli opposti si attraggono, il nord dell’ago magnetizzato di una bussola è attratto dal polo sud del magnete terrestre, cioè dal polo nord magnetico, che più o meno corrisponde al polo nord geografico.

Come puoi leggere, anche l'ago della bussola appare, a una prima lettura, scombussolato, perché è attratto dal polo sud del magnete terrestre che, però, udite udite, corrisponde al polo nord geografico.

E se persino la bussola si scombussola, come puoi pensare che io, privo di bussola, di mappe e di intelligentofoni atti a fornire indicazioni precise su come raggiungere una determinata meta, potessi scegliere la direzione giusta?

Durante il mio viaggio in aereo, ero persuaso che i miei bagagli sarebbero giunti presso la destinazione sbagliata: Dublino invece che Budapest. 
Ma ero in errore. Perché la destinazione sbagliata era quella prescelta dal proprietario dei bagagli.

Poi, come avrai letto, a un certo punto del mio soggiorno ungherese, mi si è rotto l'orologio. Ma, al tempo stesso, l'ago della bussola ha ripreso a funzionare.
Allora, in quel preciso istante, ho compreso quale fosse la destinazione esatta del mio viaggio. Di conseguenza, ho comprato subito un biglietto di seconda classe per raggiungerti.


Ora, sebbene le contingenze empiriche possano far pensare che io fossi giunto a Milano quasi per caso, che fossi lì con te ma non per te, che tu mi parlassi e che io non ti ascoltassi, e che, per giunta, io abbia addirittura "sabotato" il nostro previsto incontro in un luogo imprecisato di Milano (che tu avevi precisato ma che io, smarrito, non avevo localizzato), vorrei dirti che, mai come in questo caso, le apparenze sono state ingannevoli.

Difatti, mentre ero seduto su quel bus che, nottetempo, attraversava le desolate pianure ungheresi, leggevo una raccolta di racconti di Calvino intitolata "Gli amori difficili" e mi sono imbattuto in questa sua osservazione.


Al termine di un viaggio per raggiungere l’amata, un uomo capisce che la vera notte d’amore è quella che ha passato in uno scomodo scompartimento di seconda classe correndo verso di lei.


L'uomo l'ha capito. La donna, al solito, resta titubante, immagino. Nevvero?


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