Nel corso di un indolente pomeriggio di fine Febbraio, circumnavigavo lungo i corridoi videodigitali di Youtube, alla ricerca di qualche filmato stimolante. Uno dei suggerimenti della piattaforma di condivisione di video più visitata al mondo aveva l’intrigante titolo di “I misteri di Caronia: il paese in fiamme”; in copertina il volto serioso di Massimo Polidoro, accanto quello meno serioso dello stesso divulgatore nei panni di Groucho Marx, delle fiamme sullo sfondo. Decido di cliccare sul video ma, prima che la presentazione del caso parta, leggo le note in descrizione. E mi si accende una lampadina.
Molti anni prima, sarà stato il 2007 o il 2008, un amico mi disse di aver letto qualcosa di sorprendente sui quotidiani. In una piccola località della Sicilia, Canneto, frazione di Caronia, si registravano da tempo fenomeni magnetici inspiegabili, che provocavano malfunzionamenti di elettrodomestici, computer, cellulari e, in diversi casi, persino incendi dovuti al lento surriscaldarsi degli oggetti, per autocombustione. Le forze e dell’ordine e persino un gruppo di scienziati inviati dal governo non riuscivano a decifrare quell’enigma.
“Elettromagnetismo, eh”, mi rivolsi al mio amico, “quindi non è possibile che ci sia qualche piromane che dà fuoco agli oggetti, da quanto mi dici”.
“Esattamente”, mi rispose lui, “le analisi della polizia scientifica hanno confermato che gli oggetti prendono fuoco a partire dal loro interno; inoltre, gli scienziati continuano a registrare forti anomalie elettromagnetiche, questo è un dato confermato. Quello che ancora non si è compreso è se questi fenomeni elettromagnetici siano naturali oppure artificiali. C’è qualcosa di misterioso in quel posto”.
Tornando all’indolente pomeriggio di fine Febbraio, rinuncio all'idea di guardare il video di Polidoro. Il noto divulgatore, al quale riconosco grandi doti affabulatorie, ha la capacità di raccontare storie avvincenti, di incuriosire l’ascoltatore creando un’aura enigmatica attorno alla vicenda narrata ma, alla fine del video, fornisce sempre una soluzione che elimina ogni barlume di mistero. Io, che adoro Borges, ricordo spesso una sua osservazione: l'immaginifico scrittore di Buenos Aires sosteneva che i misteri sono sempre affascinanti, mentre lo soluzioni sono sovente banali. Per cui, i video di Polidoro mi lasciano talora una nota di amarezza. Decido pertanto di provare a documentarmi in modo autonomo su questo caso, per scoprire se la soluzione che troverò io coinciderà con quella fornita dall’investigatore dei fenomeni paranormali, o per lui presunti tali.
Digitando su Google la chiave “Canneto di Caronia mistero”, mi imbatto in alcuni articoli del 2015, che titolano qualcosa come “Risolto il mistero siciliano, identificato il piromane che appiccava gli incendi”. Ne leggo alcuni e scopro che un 25enne è stato identificato dalla polizia, processato e condannato per alcuni incendi appiccati nel 2014.
Ma qualcosa non quadra. Il giovane in questione risulta responsabile per incendi che si sono verificati una decina di anni dopo gli eventi misteriosi del 2004. Il nesso con gli eventi di 10 anni prima non è immediato. Ma, soprattutto, mi domando dove siano finite le anomalie elettromagnetiche ritenute alla base dei fenomeni del 2004. Negli articoli che continuano a rilanciare l’idea del mistero risolto, non si fa alcun riferimento né agli eventi del 2004 né tantomeno all’elettromagnetismo di origine ignota.
Passo di nuovo nell'universo Cicap per orientarmi meglio, ma preferisco una comprensione più immediata rispetto al video di cui scrivevo sopra, che ha una durata di 30 minuti circa, per cui approdo sul sito del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze e cerco informazioni sulle vicende di Canneto di Caronia. Un articolo, a firma di Giuliana Galati, descrive in modo sintetico quanto avvenuto a partire dai primi segnali anomali, fino all’identificazione del piromane condannato per gli incendi del 2014. Di fatto, stando a quanto si legge, Polidoro e Morocutti hanno analizzato alcuni reperti bruciati e sono giunti alla conclusione, suffragata da un successivo sopralluogo in zona, che la combustione è esterna, praticata tramite “una banale fiamma” intervenuta su oggetti posti ad altezza d’uomo.
L’articolo prosegue poi suggerendo che, verosimilmente, il piromane 25enne potrebbe essere stato anche l’autore degli incendi del 2004, quando aveva 15 anni, dal momento che quella è un’età in cui spesso si manifestano comportamenti adolescenziali che sfociano in episodi di vandalismo, così specifica l'autrice.
Questa ricostruzione mi soddisfa poco, le mie perplessità restano intatte e si dirigono su un doppio binario.
Il primo, meno importante, riguarda la responsabilità del soggetto per i fatti di 10 anni prima sulla base dell’indicazione che, spesso, comportamenti di vandalismo si manifestano già in età adolescenziale. Beh, può darsi, ma resta una supposizione.
Il secondo, ben più rilevante, riguarda il benedetto (o maledetto, nella fattispecie) elettromagnetismo, che sembrava essere alla base dei fenomeni del 2004, i quali riguardavano non solo incendi, ma malfunzionamenti di ogni sorta di strumenti elettronici. Perché, se le anomalie elettromagnetiche fossero state rilevate in modo scientifico, il piromane di cui si discute avrebbe anche potuto appiccare il fuoco in mezza regione e il problema di fondo resterebbe grossomodo intatto.
Ma il sito del Cicap non fornisce risposte ai miei quesiti, perché si occupa solo della presunta combustione esterna di alcuni oggetti. Secondo loro, le anomalie elettromagnetiche non sussistono e non è necessario occuparsene, mi pare di capire.
Mi tocca dunque cambiare chiave di ricerca e scrivere su Google “Canneto di Caronia elettromagnetismo”, nella speranza di trovare informazioni utili su questo aspetto chiave delle vicende.
Ed è così che mi imbatto in una intervista del 2014 presente su un sito di informazione siciliano, “I Nuovi Vespri”, a Francesco Venerando Mantegna, l’esperto che, tra il 2003 e il 2008, ha coordinato il Gruppo Interistituzionale creato dal Governo per studiare i fenomeni di Canneto di Caronia. Forse lui potrà finalmente portare luce sull’enigma elettromagnetismo.
Una luce decisamente brillante, dal momento che il dottor Mantegna sottolinea quanto segue:
“Ricordo che il Gruppo Interistituzionale ha condotto in quegli anni una straordinaria quantità di accertamenti e di indagini scientifiche, con la diretta partecipazione di numerosi organismi pubblici. C’erano, tra gli altri, anche i rappresentati della Marina Militare e dell’Aeronautica. Abbiamo fatto alcuni rapporti in corso d’opera con i quali abbiamo informato progressivamente il Dipartimento nazionale della Protezione civile sull’andamento dell’indagine scientifica. I rapporti non sono secretati. Sono rapporti riservati”.
Quindi non sono certo possano leggersi, questi rapporti confidenziali, ma eventualmente me ne occuperò dopo. E dunque, cosa hanno appurato questi scienziati? Francesco Venerando Mantegna sottolinea che l’equipe ha registrato 400 anomalie, frutto di “numerose campagne di misure e di accertamento effettuate in volo, sulla terraferma, presso il caseggiato di Canneto, sulla ferrovia, su tutto ciò che trasmette e riceve in un raggio di 5 km centrato su Canneto, nel territorio di Caronia ed in mare”, giungendo alla conclusione che la zona fosse “coinvolta da emissioni impulsive elettromagnetiche di grande potenza concentrata”.
Allora questo elettromagnetismo anomalo esisteva, almeno secondo il team di scienziati inviati dal Governo e dalla Regione. L’esperto non ha dubbi, infatti rilancia:
“Ci troviamo dinanzi ad una serie di anomalie che non si limitano alle combustioni all’interno delle abitazioni, ma vanno ben oltre. Sono anomalie che investono il funzionamento di apparecchiature elettriche e di parti elettroniche, come diversi suoi colleghi giornalisti hanno potuto osservare a proprie spese, rimettendoci persino le telecamere durante le riprese”.
Francesco Venerando Mantegna cita poi anche un evento inusuale relativo a un elicottero con il quale la sua equipe stava effettuando dei rilevamenti, costretto a un atterraggio di fortuna per via dell’interruzione della conducibilità elettrica all’interno del velivolo e per degli inspiegabili squarci che hanno riguardato il rivestimento strutturale delle pale durante il volo.
Ulteriore elemento anomalo riguarda una specifica tipologia di pianta, soggetta a un fenomeno curioso:
“Altro esempio è quello dell’appezzamento di terreno distante quasi 3 km da Canneto, sulle alture, all’interno del quale abbiamo accertato che centinaia di piante di Ampelodesmos avevano le radici interamente carbonizzate e le lunghe foglie presentavano tutte (quindi migliaia di foglie) tracce evidenti di combustione con gli stessi intervalli dei cavi elettrici coinvolti dagli incendi nelle abitazioni di Canneto. Pensare che questo sia opera della mano umana sarebbe davvero un’iperbole, una forzatura insostenibile, in quanto produrre effetti del genere con migliaia di operazioni manuali avrebbe comportato un dispiego di mezzi, di uomini, di tempi e di denaro fuori dalla razionalità”.
Beh, se quello che racconta Francesco Venerando Mantegna risponde al vero, questo giovane piromane indicato come presunto responsabile dei fatti del 2004 dalla maggior parte dei siti in cui mi sono imbattuto e dagli esperti del Cicap doveva avere doti persino superiori a quelle mostrate dalla innocente ma temibilissima Carrie, resa nota dal romanzo di Stephen King e dal memorabile film di Brian De Palma.
Giunto qui, avrei proprio necessità di leggere questi rapporti redatti dal Gruppo Interistituzionale e inviati al Governo, alla Regione Sicilia e alla Protezione Civile. Ma non c’è verso di procurarsi i documenti, che evidentemente non sono mai stati resi pubblici. Né sembra possibile ottenere verbali della polizia o del Reparto di Investigazioni Scientifiche dei carabinieri.
A questo punto, potrei interrompere le mie ricerche e giungere alla conclusione che, in effetti, nel 2004 questo piromane 15enne abbia seminato il panico a Canneto di Caronia, materializzandosi in numerose abitazioni, appiccando il fuoco, smaterializzandosi, portando gli abitanti del luogo a credere che gli oggetti prendessero fuoco da soli, inducendo le forze dell’ordine a credere alla versione dei fatti senza eseguire verifiche accurate, oppure a eseguirle senza tuttavia riuscire a distinguere degli incendi dolosi da fenomeni di autocombustione, infine le istituzioni nazionali e regionali a decidere di inviare degli esperti sul posto per studiare questi fenomeni, inducendo anche questi esperti a credere alla presenza di misteriose e mai registrate anomalie elettromagnetiche, in un miscela esplosiva, è il caso di dirlo, di somma incompetenza e abissale creduloneria a più livelli, la cui conseguenza è quella di scambiare gli atti di vandalismo di un ragazzino con un accendino in mano per fenomeni oscuri e inspiegabili. Potrei farlo, seguendo le indicazioni del Cicap.
Ma non so, inizio a essere leggermente scettico riguardo alle intuizioni degli investigatori del paranormale, per cui opto per un supplemento di indagine.




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