Stamane leggo un articolo
pubblicato sul quotidiano politico statunitense "The Hill", che si
interroga sulla natura dei cosiddetti UAP, gli oggetti volanti, anzi
"anomali", non identificati di cui si parla apertamente da almeno un
lustro negli USA.
Come noto, dall'altra parte
dell'oceano, dopo una serie di eventi che meriterebbero un post a parte, o più
di uno, si è ufficialmente riconosciuto che esistono nei cieli d'America degli
oggetti non solo non identificati, ma non identificabili.
Qui citerei una nota
affermazione di Barack Obama, rilasciata nel corso di una conversazione durante
un talk show televisivo, il "Late Late Show With James Corden", il 19
Maggio 2021.
Menziono Obama non solo per lo spessore del personaggio, ma perché, in due righe, spiega in modo ottimale lo stato dell'arte del dibattito in America:
Video e altri dati derivati da sofisticati sensori che, uniti alle testimonianze di un numero crescente di piloti, membri dell'equipaggio di navi e tecnici militari, forniscono una rappresentazione precisa dell'esistenza di oggetti che si spostano nello spazio in modo tale da sfidare apertamente le leggi dell'aerodinamica, come pure quelle della fisica. Per questo motivo, come afferma Obama, non si riesce a spiegare il modo in cui si muovono, le loro traiettorie.
Le dichiarazioni dell'ex
presidente USA giungono, come dicevo, dopo una serie di accadimenti che
riguardano la Us Navy, il Congresso, il Pentagono e alcune agenzie di
intelligence e che hanno portato alcuni funzionari ad ammettere che, in effetti, questi UAP sono davvero strani.
Tra le varie dichiarazioni
disponibili, riporto quella di John Ratcliffe, ex-direttore della National
Intelligence Agency, intervistato da Fox News il 22 Marzo 2021.
Usually we have multiple sensors picking up these things... Objects that have been seen by Navy or Air Force pilots, or in satellite imagery, that engage in actions that... we don't have the technology for, or traveling at speeds that exceed the sound barrier without a sonic boom... Technologies that we don’t have and, frankly, that we are not capable of defending against.
Insomma,
oggetti tecnologicamente evoluti che esibiscono caratteristiche di volo,
o di movimento in senso lato, non riproducibili dalla tecnologia attualmente in possesso degli Usa, stando alle dichiarazioni ufficiali.
Dunque, gli UAP, quelli di reale interesse,
non sono palloni, droni, uccelli, meteore, né allucinazioni.
Naturalmente, diversi avvistamenti riguardano, appunto, oggetti
prosaici scambiati per UAP.
Ma, quando parliamo di UAP, come dire, "duri e puri", ossia quelli che restano non identificati anche dopo attente
analisi, ci riferiamo a oggetti tecnologicamente iper avanzati, le cui
caratteristiche vanno al di là dell'attuale tecnologia terrestre ufficialmente nota.
Essi hanno differenti strutture. Accanto ai tradizionali dischi, troviamo una vasta gamma di forme: sfere, triangoli, diamanti, senza dimenticare i Tic Tac giganti, con
riferimento alla mentina, termine coniato dal pilota della USS Nimitz David
Fravor (uno di questi esemplari è presente nell'immagine che riporto in apertura del post - non una foto ma una ricostruzione) e, infine, gli UAP dotati del design più cool di ogni tempo, ossia cubi neri inseriti all'interno di sfere trasparenti, come quelli avvistati
dai piloti della USS Roosevelt nel 2014/15, a ridosso delle coste della Virginia.
Oggetti così ammalianti che, per citare un vecchio spot della Fiat Panda, se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
Tornando all'articolo pubblicato su The Hill, posso ora entrare nel merito dello stesso, una volta identificata, almeno semanticamente, la natura degli UAP.
L'autore, Dom Armentano,
professore di economia presso l'Università di Hartford, prova a riflettere sulle
uniche due ipotesi possibili per spiegare gli UAP: tecnologia segreta
americana, o di altra nazione, oppure provenienza "esotica".
Mi garba
alquanto questo aggettivo, "esotico", perché resta vago e non
inquadra in modo preciso la possibile origine non terrestre degli oggetti in
questione.
Il mio plauso deriva dal fatto che neppure io mi sbilancerei nell'individuare
una origine precisa degli oggetti in questione, laddove ne fosse accertata in
modo definitivo la natura non terrestre. Io stesso, di fatto, tenderei a indicare come provenienza un
altrove non meglio identificato nello spazio, nel tempo, in dimensioni altre a
noi inconoscibili, per il momento.
Analizzando l'ipotesi della
tecnologia statunitense segreta, l'autore propone tre obiezioni specifiche.
Le prima obiezione di Dom Armentano riguarda le dozzine di rapporti, da fonti militari e civili, relativi a incontri ravvicinati tra aerei e oggetti volanti non identificati dotati della capacità di interferire con radar e strumenti elettronici, creando un potenziale pericolo di incidenti. L'autore afferma che è difficile credere all'ipotesi di di programmi segreti americani che mettano a repentaglio l'incolumità di piloti e passeggeri.
La seconda obiezione concerne la globalità degli avvistamenti. Quasi tutti i Paesi europei e dell'America latina, specifica Armentano, dispongono di una vasta mole di dati sul fenomeno Uap con rapporti identici a quelli disponibili negli USA. Nessun programma segreto americano rischierebbe un incidente aereo relativo alla propria tecnologia segreta in Messico, in Iran o in qualsiasi altro Paese del mondo.
Ma la sua obiezione a mio avviso più rilevante è quella relativa alla storicità del fenomeno, che viene così sostanziata:
Reliable pilot and ground observation —
including radar confirmation — of exotic UFOs that hover, perform extraordinary
turns and accelerate soundlessly has been around in abundance since the 1940s.
It is almost impossible to believe that the U.S. has had this very advanced
flight technology for more than seven decades but that none of it has yet to
openly surface in our own security regime.
Questo punto è, come dicevo, il più convincente. Ho più volte riflettuto su questo elemento storico, che risulta a mio giudizio assai indicativo. Se questi oggetti strani si fossero manifestati solo di recente, si potrebbe legittimamente avere il sospetto che il passaggio dalla fantascienza alla scienza sia stato effettuato, segretamente, da qualche stato, che siano gli Usa, la Russia o la Cina (e aggiungerei il Giappone, nessuno parla mai di questo Paese, ma i giapponesi sarebbero i miei indiziati numero uno in caso di origine terrestre degli UAP, loro che in fatto di racconti su navicelle spaziali e robot non hanno eguali sul pianeta).
Eppure, se riavvolgiamo il nastro e giungiamo alle prime segnalazioni di oggetti volanti non identificati mediaticamente rilevanti del secolo scorso, ci imbattiamo in una serie di avvistamenti che raccontano di oggetti dotati di caratteristiche simili a quelle degli odierni UAP, sia sul piano della foggia sia sul piano delle capacità aerodinamiche. Emblematica, in tal senso, quella di Kenneth Arnold del 24 Giugno 1947, riguardante nove oggetti volanti che viaggiavano a velocità elevatissima e procedevano in modo irregolare, come un piattino lanciato sull'acqua, da cui la nota definizione di "flying saucers" (che letteralmente significa "piattini volanti").
Per avere un'idea sommaria della situazione in quegli anni, credo sia utile riportare alcune affermazioni provenienti dalla conferenza stampa tenuta dal generale Samford dell'Air Force che,
all'indomani degli avvistamenti di Oggetti Volanti non Identificati concentrati
nella città di Washington, nel Giugno del 1952, forniva alcune informazioni alla stampa e all'opinione pubblica.
In quell'occasione, il generale Samford, con quella voce
ferma e sicura, leggermente cantilenante, tipica dei filmati americani anni '50, spiegava ai giornalisti che l'aviazione a stelle e strisce aveva analizzato un numero di report di avvistamenti compresi tra i mille e i
duemila.
Ebbene, cosa avevano concluso gli uomini dell'Air Force chiamati a
investigare sugli avvistamenti?
We came to the conclusion that these things were either friendly aircraft erroneously recognized or reported, hoaxes, quite a few of those, electronic and meteorological phenomenon of one sort or another, light aberrations, and many other things.
Aerei ordinari, fenomeni meteorologici, luci prosaiche. La maggior parte degli avvistamenti si spiegava in quel modo. Ma c'era anche dell'altro:
However, there have remained a percentage of this total, in the order of twenty per cent of the reports, that have come from credible observers of relatively incredible things. And because of those things not being possible for us to move along and associated with the kind of things that we've found can be associated with the bulk of these reports, we keep on being concerned about them.
Osservatori credibili che raccontano cose relativamente incredibili. Questi osservatori credibili erano, in parte, gli stessi piloti della Air Force che, nei primi anni Cinquanta, era ancora aperta a discutere del tema. Anzi, in base ai vari documenti emersi nel corso degli anni, si può affermare che, all'epoca, vi fosse una spaccatura all'interno del dipartimento, con un gruppo di ufficiali e alti ufficiali che derubricavano il fenomeno a errori di interpretazione e a percezioni fallaci, mentre un altro gruppo si dimostrava convinto della concretezza degli oggetti volanti ipertecnologici, ipotizzando che si trattasse di diaboliche invenzioni dei russi oppure, in alternativa, di velivoli interplanetari.
Il dubbio che gli Ufo rappresentassero tecnologia di origine sovietica appare del tutto comprensibile in un'epoca di confusione e disorientamento come quella che seguiva la conclusione della seconda guerra mondiale.
Del resto, tale incertezza era condivisa dagli stessi russi, i quali sospettavano a loro volta gli americani di aver realizzato oggetti tecnologicamente rivoluzionari come quelli avvistati nei cieli di Mosca o di Leningrado.
A distanza di sette decenni, la storia si ripete, con gli americani che, dopo aver precisato di non essere in possesso di nulla che sia paragonabile alle performance degli Uap, non scartano, almeno ufficialmente, l'ipotesi che qualche avversario sia invece riuscito in questa impresa.
L'articolo di Dom Armentano si conclude con l'auspico che i prossimi report presentati dall'Ufficio del Dipartimento della Difesa che studia gli Uap, noto con l'acronimo di AARO (acronimo di "All-Domain Anomaly Resolution Office) possa finalmente fare luce sul fenomeno e fornire risposte alle domande poste dal Congresso, dal popolo americano e, a ben guardare, aggiungerei, da chiunque al mondo segua questo tema con interesse e curiosità.
Condivido l'auspicio di Armentano, ma non sono certo che l'enigma possa essere risolto dai rapporti dell'AARO. Intendo dire che, per svelare la natura e gli intenti degli Uap, occorrerebbe supporre che il governo e l'intelligence Usa siano in possesso di informazioni precise sul fenomeno. La qual cosa è possibile, ma non so fino a che punto probabile.
Di fatto, se anche si arrivasse a dichiarare esclusa la possibilità che gli oggetti appartengano a una qualsiasi nazione o ente privato presente sulla Terra, non so quanto oltre si potrebbe andare.
Certo, si tratterebbe di un'ammissione di rilevanza straordinaria, probabilmente la scoperta più intrigante della storia dell'umanità. Perché si renderebbe concreta la suggestione che non siamo soli, che esiste una qualche forma di intelligenza non umana sul nostro pianeta. Eppure, non si potrebbe automaticamente parlare di extra terrestri.
Perché, nell'ambito degli studi sul fenomeno, prendono corpo diversi ipotesi, degne di riflessione. Entità interdimensionali, forme di vita intelligente che condividono il pianeta con noi ma che rimangono parzialmente nascoste ai nostri occhi, oppure umani del futuro che si manifestano a noi. A ben guardare, questi oggetti enigmatici non hanno mai manifestato ostilità nei confronti degli esseri umani. Più si studia il fenomeno, più ci si accorge che i vari avvistamenti sembrano indicare una qualche relazione tra Uap e pianeta Terra, unita a una sorta di, come dire, giocosità nei confronti degli esseri umani e della loro tecnologia.
Di fatto, i presunti alieni non sembrerebbero poi così alieni rispetto a noi. E si pensa che la Terra si è dimostrata un pianeta perfetto per lo sviluppo di vita intelligente, è possibile ipotizzare che, appunto, ci sia qualcosa di questo fenomeno che ancora sfugge alla nostra capacità di analisi.




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